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Kodak dichiara Bancarotta

Dopo le voci circolate negli scorsi giorni, ora l’atto è ufficiale: Kodak ha dichiarato bancarotta. Eastman Kodak Company ha fatto richiesta alla U.S. Bankruptcy Court del Southern District di New York di essere ammessa all’amministrazione controllata e alla protezione previste dal Chapter 11 della legislazione fallimentare statunitense. Il Chapter 11 è una procedura di riorganizzazione sotto amministrazione controllata: il fine di Kodak è quello di ricorrere alla misura estrema della bancarotta per provare a risollevare le sue sorti.
L’azienda di Rochester in un comunicato stampa ha dichiarato di aver ottenuto un prestito con scadenza a 18 mesi di 950 milioni di dollari da Citigroup, per migliorare la liquidità attuale e il capitale a disposizione per le operazioni di rilancio. Kodak ritiene di essere in grado, grazie al prestito, di avere sufficiente liquidità durante la fase di amministrazione controllata e ristrutturazione per continuare a fornire beni e servizi in modo ordinario ai propri clienti.
L’obiettivo di Kodak per i prossimi mesi è quello di avviare una fase di ristrutturazione, con un taglio dei costi strutturali e con la monetizzazione degli asset non strategici.
Negli ultimi otto anni, la casa gialla ha chiuso il bilancio in attivo una sola volta. Nonostante progetti e tentativi vari come quello di puntare sulla stampa inkjet professionale e consumer, Kodak non è riuscita a gestire commercialmente la transizione dal sistema analogico (pellicola) a quello digitale. Anche se ridotta, la produzione di film continua ad essere redditizia grazie al cinema. Basti pensare che ogni copia di un film distribuita nel mondo richiede come minimo di 1500 metri di pellicola.
L’amministratore delegato Antonio Perez ha ultimamente cercato di far cassa con cause per violazione di brevetto, le ultime contro Apple, Fujifilm e HTC: da quando c’è lui però la società ha bruciato 7 miliardi di dollari. Una vera ironia della sorte per un’azienda che per entrare nel settore della fotografia immediata, dopo dieci anni di cause, nel 1986 fu condannata ad un risarcimento folle e ad uscire dal mercato per la violazione di 10 brevetti Polaroid.
Oggi i suoi 1100 brevetti sull’imaging, che tra il 2003 ed il 2010 hanno portato nelle casse 3 miliardi di dollari, sono un capitale valutato attorno ai 2,6 miliardi di dollari, ma finora nessuno si è fatto avanti. Invece, è riuscita la vendita della divisione dei sensori, in quanto era un segmento d’eccellenza: per avere un idea, la Kodak è quella che ha inventato tra l’altro il filtro Bayer.
Negli anni della gloria Kodak aveva oltre 150.000 dipendenti, oggi a Rochester ne conta circa 15.000. Dal 2003, anno della maggiore ristrutturazione della sua storia, ha chiuso 130 laboratori nel mondo e 13 impianti di produzione, licenziando quasi 50.000 persone. Dalla riorganizzazione uscirà un’azienda più snella basata su due divisioni, commerciale e consumer.
Per chi volesse fare un viaggio nella storia Kodak, sul sito è presente un video che ci porta indietro negli anni, raggiungibile da questo link.

fonte | Reflex.it
fonte | Fotografi Digitali
fonte | Kodak

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3 Risposte

  1. Davvero una pessima notizia per tutti gli amanti della fotografia.

    Tuttavia, la Kodak è responsabile delle sue sventure, considerando il ritardo col quale si è resa conto di quanto il suo settore di mercato stesse cambiando, sotto la spinta della digitalizzazione.

    Ottimo post! Se può interessarti, sul mio blog, ho scritto anch’io riguardo l’argomento. Ti lascio il link:

    http://beapptodate.wordpress.com/2012/01/20/fallimentokodak/

    Un saluto! 🙂

    – Daniele –

    23 gennaio 2012 alle 14:21

  2. Grazie a te, molto interessante anche il tuo articolo.. Purtroppo sopravvivere ai cambiamenti negli anni, soprattutto nel campo del digitale, è la sfida più grande e poche aziende ci sono riuscite..
    Ti consiglio anche io questo sito con cui collaboro:
    http://techgenius.it/

    23 gennaio 2012 alle 14:31

    • Grazie per i complimenti riguardo il mio articolo!

      Ho anche fatto un salto sul sito che mi hai consigliato…sembra davvero ben fatto, come anche il tuo blog, del resto! 🙂

      Ci aggiorniamo!

      23 gennaio 2012 alle 21:30

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